Nasce “UNOPERTUTTI”, per garantire l’integrazione scolastica dei bambini disabili

PONTASSIEVE – Nasce in Valdisieve un’associazione che lotta per garantire ai bambini disabili il sostegno, l’assistenza educativa e il tempo scuola. Si chiama ‘UNOPERTUTTI’, nasce a Pontassieve nel novembre 2011 dopo alcuni incontri aperti avviati nel settembre dello stesso anno tra genitori, insegnanti e educatori e si è posta come primo obiettivo quello di raccogliere fondi per fare ricorso collettivo al TAR per garantire assistenza e sostegno a 15 bambini disabili di queste zone.

Dallo statuto dell’associazione emerge chiaramente il loro motivo d’esistenza, dovuto ad un disagio e a una forte esigenza che deriva da un complesso momento di crisi, che sta mettendo in serio pericolo la piena inclusione sociale e il pieno sviluppo umano dei bambini disabili all’interno degli istituti scolastici di questo territorio. Spontamente sono nati come gruppo per riflettere su queste tematiche a fronte dei tagli sulle ore di sostegno (che dipende dal provveditorato) e assistenza educativa (fornita dal Comune) all’interno delle scuole che stanno registrando sotto questo aspetto gravi carenze.

In tutte le sezioni e classi di ogni ordine e grado mancavano molte ore di sostegno ai bambini disabili e alla luce di questi fatti abbiamo deciso di ricorrere al TAR. Abbiamo in atto al momento dieci ricorsi – afferma Lucia Gori, Presidente dell’AssociazioneSuccessiva a questa prima fase è nata spontaneamente l’esigenza e la voglia di unirsi in un’Associazione anche perchè ai bisogni dei bambini si uniscono quelli delle famiglie, come la necessità di essere sostenuti in tutta la parte burocratica dove si possono trovare più in difficoltà, ma anche nel sostegno psicologico”.

Singolarmente molte famiglie hanno chiesto spiegazioni e soluzioni al Comune che però ha sempre denunciato la carenza di fondi e l’impossibilità di agire. “Sicuramente il tutto parte a monte con i tagli, ma se un Comune decide di investire in disabilità all’inizio dell’anno leverà una parte delle risorse da altro per desintarle a questo importante servizio – dice Lucia Gori – Chiediamo che ad ogni bambino vengano ridate le ore che a lui spettano rispetto a quello che il neuropsichiatra dice: Caso per caso sono state guardate tutte le situazioni dei bambini e rispetto alle indicazioni del neuropsichiatra è stato richiesto l’insegnante di sostegno. Ci sono casi in cui è previsto che il bambino sia coperto per l’intero monte orari settimanale”.

La prima campagna avviata dall’Associazione riguarda la raccolta fondi finalizzata alla copertura delle spese necessarie a sostenere il ricorso multiplo al TAR con cui 15 bambini disabili avranno la possibilità di vedere difeso il loro diritto fondamentale dell’integrazione scolastica. I ricorsi sono stati fatti nei confronti del provveditorato e del Comune di Pontassieve.

Per questo il 19 febbraio è stata organizzata una giornata di raccolta fondi in Borgo la Croce a Firenze (Qui potete leggere il programma) con l’intento di reperire 10 mila euro che servono a sostenere le spese. “Noi speriamo partecipino molte persone e raccogliere questi 10 mila euro – sottolinea Gori – Abbiamo già avuto diverse donazioni molte generose. Ultima da parte dell’Associazione dei medici veterniari di Firenze e Prato che hanno donato mille euro, ma anche un’altra donazione importante di un privato. Quindi crediamo di riuscire a farcela”.

Però l’associazione, che oggi conta un centinaio di soci, vuole anche sostenere l’operato degli educatori promuovendo percorsi di formazione, esperienze, incontri e servizi. Promuove iniziative, anche in collaborazione con altre associazioni o enti, per la diffusione della cultura dell’interazione e offre sostegno, servizi e consulenza specialistica e legale a genitori, insegnanti ed educatori, rispetto a problematiche legate alla disabilità e al disagio. Infine uno degli obiettivi dell’associazione è la raccolta fondi per sostenere le campagne che di volta in volta deciderà di sontenere. “Ci proponiamo come sostegno alla famiglia, sia al bambino che al nucleo familiare – dice Lucia Gori –  Abbiamo iniziato a prendere in cosiderazione anche altre parti del progetto come il sostegno diretto alla famiglia, con un gruppo guidato da una psicologa, ma anche un sostegno nell’accompagnamento tra gli uffici burocratici

Un battaglia importante che, come in tante altre parti d’Italia, si combatte anche in Valdisieve. “La scuola è la carta che un bambino si gioca per il suo futuro, per la sua formazione – conclude Lucia Gori – ma anche solo un modo per passare del tempo diversamente dallo stare in casa con i genitori. Sono situazioni difficili da reggere per tutta la famiglia perchè può mancare quella sernità che serve a tutti, alla famiglia e al bambino“.