Treni, “Pendolaria 2014” promuove la Toscana ma boccia la linea Firenze – Borgo

FIRENZE – In Toscana nessuna linea ferroviaria rientra tra le 10 peggiori d’Italia ma, nella regione, il nodo fiorentino e la linea Faentina sono il maggior punto critico.

Questa, in sintesi, la valutazione che Legambiente ha fatto sul nostro territorio toscano nell’annuale rapporto “Pendolaria”, dossier che traccia un quadro preciso sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia e presenta le sue proposte.

Il quadro toscano che esce dal rapporto “Pendolaria 2014”  – presentato questa mattina a Roma – è complessivamente positivo rispetto ad altre Regioni ma sottolinea che occorre migliorare le linee esistenti per rendere competitivo il servizio pendolare, in particolare realizzando il raddoppio della linea Borgo San Lorenzo-Firenze, una delle linee che taglia anche la Valdisieve.

Si tratta di una linea non elettrificata frequentata da almeno 2.700 pendolari ogni giorno (con un incremento nel 2013 del 14% ed ancora in aumento nel 2014) che ha visto nel tempo crescere la presenza di turisti e di viaggiatori interessati a spostarsi a costi più ridotti rispetto a quelli dell’alta velocità. Ma su questa linea i problemi lamentati sono numerosi, a partire dalla velocità di percorrenza dei treni, che impiegano addirittura 40 minuti per effettuare un tragitto di pochi chilometri.

Non a caso, tra le grandi opere da realizzare e segnalate da “Pendolaria 2014”, c’è proprio il raddoppio della Faentina tra Firenze e Borgo S.Lorenzo che, si stima, costerà 600 milioni di euro.

Questa situazione critica si unisce al “nodo di Firenze” che, secondo il rapporto, “è oggi in una situazione complicata” perché sono in ritardo le opere relative alla linea dell’Alta Velocità con la nuova stazione. Questi ritardi, secondo Pendolaria, hanno conseguenze e ripercussioni anche sul servizio pendolare perché con la realizzazione della linea interrata dedicata ai treni a lunga percorrenza si potrebbe liberare quelli in superficie ed arrivare ad avere un sistema ferroviario dedicato al trasporto regionale e metropolitano.

Analizzando il quadro generale della Toscana, crescono i pendolari e il costo del biglietto è aumentato del 21%, anche se esistono tariffe scontate per chi ha un ISEE sotto i 36 mila euro e, con 926 treni ogni giorno in movimento, la Toscana si piazza come terza Regione per quantità di treni, ed arriva dopo Lazio (970) e Lombardia (2.116), ed è – in proporzione – una delle Regioni con maggior numero di treni per popolazione residente.

Il rapporto specifica che – come per altre poche Regioni – in Toscana si è investito e comprato treni. La Regione Toscana nel 2014 ha investito nel servizio 45,1 milioni di euro mettendo ulteriori 5 milioni per il materiale rotabile arrivando ad investire lo 0,83% degli stanziamenti sul bilancio regionale. Non è la migliore d’Italia (La Provincia di Bolzano ha una incidenza del 2,07%) ma è lontanissima da Calabria, Molise a Abruzzo che non hanno investito neanche un centesimo.

Il rapporto si conclude definendo il 2015 come l’anno fondamentale per ripensare il servizio ferroviario in Italia. Scadrà infatti il contratto nazionale di servizio che il Ministero delle Infrastrutture ha con Trenitalia per garantire i collegamenti Intercity e Intercity notte, ma di cui purtroppo non si hanno notizie se non che non verranno fatti nuovi e maggiori investimenti.

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