Ruffino di Pontassieve, cresce produzione e fatturato. Record in USA: vendute 12 milioni di bottiglie

PONTASSIEVE – Record storico per Ruffino. L’azienda pontassievese che si occupa di maturazione, stoccaggio, imbottigliamento e distribuzione di vino in tutto il mondo, nel 2014 è riuscita a vendere 12 milioni di bottiglie negli Stati Uniti d’America. 

È un risultato che Ruffino descrive come un “conseguimento storico” ed è la stessa azienda a rivelare che, superando la soglia di 1 milione di casse vendute negli USA, il mercato americano si conferma come principale motore di questa crescita.

Crescita che si vede dai numeri di produzione e fatturato. Da quando nel 2011 è giunta in Val di Sieve la Constellation Brands e il General Manager Sandro Sartor, l’azienda è passata da 15 milioni a 21,5 milioni di bottiglie prodotte annualmente mentre il fatturato è passato da 55 milioni (2011) ad 80 milioni di euro del 2014. Un balzo in avanti che, solo guardando il 2013, vede il giro di affari aumentare del 13%.

Record storico frutto del lavoro fatto a Pontassieve dal cui stabilimento sono uscite circa il 90% delle bottiglie vendute in tutto il globo. Non a caso, parallelamente alla crescita del giro di affari, è cresciuto anche lo stabilimento. Dei circa 100 dipendenti che ci lavorano, il 30% è stato assunto negli ultimi 5 anni e proviene, in gran parte, dal tessuto sociale della Val di Sieve.

Motivo di orgoglio tutto locale quindi leggere sia i numeri dati diffusi dall’azienda, che i riconoscimenti di questo successo da riviste e periodici internazionali economici legati al mondo del vino come “Shanken News Daily”. Ruffino – come ci rivela la stessa azienda – è stato definito “Hot Brand” dalla rivista USA “Impact” per essere il vino italiano con la crescita percentuale più alta nel 2014 di tutti i marchi di vino italiano importati negli USA (+12.6%), una categoria peraltro in lieve sofferenza negli Stati Uniti, con crescita media prossima allo zero.

In tutto questo quadro Pontassieve si conferma centro sempre più strategico. L’azienda ci rivela che negli ultimi mesi stanno arrivando anche vini dalla Nuova Zelanda, che vengono imbottigliati per poi essere venduti nel mercato Europeo. Segno tangibile della rilevanza che ha lo stabilimento locale nella visione internazionale di Ruffino.

Ma se il successo negli Stati Uniti è motivo di orgoglio dell’azienda pontassievese anche il mercato interno italiano ha dato qualche soddisfazione.

Nel 2014 Ruffino ha “beneficiato di una crescita del 10% e il primo quadrimestre di quest’anno ha migliorato gli ottimi risultati del precedente” dice l’azienda. Buone anche le performance in Europa con Russia e Ucraina paesi a performance migliore. Di soddisfazione infine anche i risultati in Asia e Sud America, con Corea del Sud sugli scudi.

Nelle cantine Ruffino (Sieve Notizie)

Nelle cantine Ruffino (Sieve Notizie)

Indubbiamente un anno straordinario – sottolinea il General Manager Sandro SartorAdesso Ruffino ha un’ottima organizzazione, sa affrontare le sfide dei mercati con tempismo, agilità e qualità, portando innovazione di prodotto e al contempo valorizzando sempre più la sua base storica, i vini rossi toscani”.

Sartor non nasconde che l’asticella si è ulteriormente alzata, come le aspettative, ma – dice lo stesso General Manager – l’azienda non abbasserà la guardia. “Il 2015 porterà importanti novità: abbiamo nuove idee per il canale moderno e a ottobre verrà presentato un ambizioso nuovo vino che si affiancherà ai grandi rossi Ruffino. E abbiamo già definito dei nuovi progetti che vedranno la luce nel 2016 e nel 2017“.

Ruffino per Pontassieve sta divenendo realtà economica ma anche sociale rilevante. Se l’azienda sta portando a giro per il mondo, più di chiunque altro, il nome di questa piccola grande città della Valdisieve, scritta a chiare lettere in tutte le retroetichette, sta dando, da diversi mesi, il suo contributo al territorio locale, non solo confermandosi impresa solida e ancorata in Val di Sieve, ma anche promuovendo iniziative come Foodstock a Coockstok.

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