Pontassieve, M5S su Sentinelle in Piedi: "Per Unioni Civili, ma Il PD legiferi"

PONTASSIEVE – “Per quanto riguarda la ormai famosa notizia delle sentinelle in piedi che manifesteranno a Pontassieve, la nostra posizione è chiara e netta a favore di tutti i diritti dell’uomo, senza distinzione di sesso, colore, etnia”.

Le parole sono di Simone Gori, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Pontassieve, che – appreso della protesta delle Sentinelle in piedi, della contromanifestazione promossa sui social network e la presa di posizione del PD locale, ha deciso di dire la propria sull’argomento.

Loro (Sentinelle in piedi, ndr) sono liberi di manifestare e proporre la loro contrarietà alle unioni civili Gay – scrive Gori – qui la politica deve oltrepassare queste barriere ideologiche religiose e legiferare in un senso che tutti i cittadini siano riconosciuti uguali e con gli stessi diritti”.

Detta la propria opinione sul tema il Movimento 5 Stelle critica il PD, apprezzato per la presa di distanza dalla protesta ma attaccato per non aver ancora – a livello nazionale – approvato una legge in materia.

Ricordo al PD nella persona di Stefano Gamberi, che ho apprezzato finalmente una netta presa di posizione in favore dei diritti umani – dice Gori – ma gli ricordo che è il suo partito che non riesce a produrre una legge, nonostante tutti gli altri stati si siano mossi e hanno attuato leggi per il riconoscimento di tali diritti. Apprezzo la presa di posizione ma non è assolutamente sufficiente”.

Rispetto a questo il Movimento 5 Stelle ricorda che già nel Consiglio Comunale del 28 ottobre 2014 fu firmata e condivisa una mozione della Lista Civica “Per Monica Marini” per il riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero.

In quell’occasione il Consiglio votò all’unanimità la mozione – senza Borgheresi (Forza Italia) e Maria Cristina Pagni (PD) che al momento della votazione uscirono dall’aula – e la Sindaca di Pontassieve, Monica Marini, pose perplessità per il “rispetto dell’ordinamento nazionale” affermando di voler essere direttamente lei a celebrare matrimoni gay prima ancora di trascrivere quelli celebrati all’estero.

Spero in un prossimo futuro una svolta decisa a Roma per chiudere definitivamente una vicenda vergognosa per un paese che si definisce civile” conclude Gori.

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