Congresso PD Valdisieve, 58% degli iscritti votano Renzi. Ma Orlando vince a Londa e Rufina

PONTASSIEVE – Il 58% degli iscritti al PD della Valdisieve ha scelto Matteo Renzi, il 39% Andrea Orlando e il 3% Michele Emiliano. Questo il risultato della consultazione che – nata per fare la pre-selezione dei candidati che dovranno competere alle primarie del 30 aprile – veniva riservata agli iscritti del Partito Democratico.

Una scelta netta – quella degli iscritti al PD di Londa, Pontassieve, Pelago, San Godenzo e Rufina che hanno deciso di votare – anche se non ovunque il segretario dimissionario ha ottenuto un ampio consenso, anzi. Se il dato complessivo sembra dare poche chance agli avversari, andando a vedere singolarmente ogni Comune per Renzi non esiste un consenso unanime, cosa che – preventivando un’ampia affezione locale – appariva scontata.

Se Renzi ottiene un grande consenso a Pontassieve (62%), Pelago (68%) e San Godenzo (71%), a Rufina e Londa è Orlando ad ottenere la maggioranza delle preferenze degli iscritti (rispettivamente al 47% e al 77%).

Ma anche a Pontassieve non tutti gli iscritti hanno, nei circoli, avuto la stessa idea. Nel circolo di Pontassieve centro e di Montebonello Renzi vince con il 75% dei voti (Che per i numeri del centro hanno determinato il risultato finale) ma così non è stato a Santa Brigida (Dove c’è stato un pareggio con Orlando), mentre a Sieci e Molino del Piano è Orlando ad ottenere più voti.

A Rufina (Dove Renzi ottiene più consensi solo a Contea) singolare il voto a Pomino, dove su 12 votanti nessuno ha scelto Renzi: 6 hanno dato il voto ad Orlando e 6 hanno dato il voto a Emiliano.

Complessivamente deludenti i risultati per Emiliano che ottiene – in tutta la Valdisieve – solo 11 voti: 2 voti a Pontassieve e 9 voti a Rufina, 0 negli altri Comuni.

Altro dato è quello dei votanti. Sono stati 375 i votanti (130 meno rispetto al 2013) ed è andato a votare il 70% degli iscritti (Complessivamente in Valdisieve gli iscritti sono 542)

Anche se si enfatizzano questi risulati, a fine di fare propaganda, in realtà non esistono vinti e vincitori perché il voto degli iscritti serve solo ed unicamente a fare una scrematura dei candidati che dovranno sottoporsi alle primarie – aperte a tutti – del 30 aprile, vero voto che determinerà, a livello nazionale, il nuovo segretario del PD. Il voto degli scritti è quindi indicativo, ma – visto che esistono solo tre candidature con ampie chance di essere tutte concorrenti alle primarie aperte – appare inutile.

Una fase, quella del voto agli iscritti, che viene sbandierata come indicazione e previsione del voto alle primarie. Ma non è così scontato e a dimostrarlo è stato il precedente Congresso del 2013 quando in Valdisieve il 55% degli iscritti scelse Cuperlo ma alle primarie si fermò all’11%, ribaltando completamente quando deciso dai militanti del partito democratico locale.

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