Incendi boschivi in Toscana. Dall’inizio dell’anno 775 eventi e 1.981 ettari bruciati

FIRENZE –Negli ultimi tre mesi è bruciato un pezzo della Toscana. I numeri parlano chiaro e il confronto con gli anni passati rende evidente la straordinarietà del momento.

Il caldo e l’aridità prolungata hanno reso le foreste più vulnerabili e dall’inizio dell’anno a ieri, 28 agosto, sono ben 775 incendi e 1981 ettari bruciati: 321 e 487 era la media degli ultimi cinque anni.

Nel solo mese di luglio sono stati 224 i roghi che si sono sviluppati in Toscana e su cui sono in intervenute le squadre regionali coordinate dalla Soup, la sala operativa unica della Regione. Sempre a luglio almeno 955 sono stati gli ettari boschivi andati in fumo, che si aggiungono ai 1500 di campi incolti e sterpaglie. La media nello stesso periodo negli ultimi cinque anni era stata rispettivamente di 200 e 105 ettari. In pratica gli incendi sono stati il triplo e di quattro volte è aumentata la superficie percorsa dal fuoco.

Ad agosto, fino a ieri, i roghi sono stati invece 248, il doppio della media degli ultimi cinque anni che era attestata su 122, e pari 670 ettari la superficie percorsa dal fuoco, oltre quattro volte anche in questo caso la media di 153 ettari degli ultimi cinque anni.

Vanno poi aggiunti altri 303 incendi boschivi nei primi sei mesi dell’anno – da gennaio a giugno – che sono più del doppio della media quinquennale di 115, e circa 350 ettari percorsi dal bosco rispetto a 130.

C’è uno studio che quantifica in seimila euro ad ettaro il costo per spegnere un incendio e basta questo numero a dare la misura della gravità dei danni di una simile piaga, a cui poi vanno aggiunti i costi per l’asportazione del materiale bruciato, la ripulitura, la regimazione delle acque superficiali e l’eventuale rimboschimento laddove la capacità naturale di ricostituzione del bosco sia compromessa. Il passaggio del fuoco, specie sui terreni in pendenza, aumenta poi l’azione erosiva dell’acqua, aumenta il rischio idrogeologico e a volte, per ricostruire il soprassuolo, sono necessari anche venti o quaranta anni.

Complessivamente per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi la Regione Toscana investe annualmente circa 9 milioni e mezzo di euro, di cui il 60 per cento va in prevenzione ed il 40 per cento in lotta attiva. Tre milioni e quattrocento mila euro servono per finanziare Comuni e enti competenti nelle loro attività e per pagare anche gli operai forestali. Un milione e quattrocentomila euro è il costo delle convenzioni con il corpo forestale dello Stato, i vigili del fuoco e il volontariato antincendi boschivi. Altri 630 mila sono utilizzati per il centro di addestramento di Monticiano. Tra le varie voci ci sono anche 3 milioni e 635 mila euro per l’intervento di aerei ed elicotteri, pagati con una quota fissa non legata alle ore di volo.

Per tutti i quasi 800 incendi si è mobilitata la macchina regionale che ha una forza che conta complessivamente 600 mezzi ‘terrestri’ e 4.800 uomini operativi addestrati, di cui 4.200 i volontari, una scuola regionale praticamente unica in Italia, a Monticiano, a cui si rivolgo no anche da fuori Toscana, e poi i dieci elicotteri della flotta regionale, che tra luglio e agosto hanno effettuato 1.423 ore di volo.

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